Ci trovate qui, nel cuore del Parco dei Monti Iblei. Nelle campagne – abitate fin dalla preistoria, centro di primizie in età romana e buen retiro per le nobili famiglie siciliane – lungo la strada che dalle atmosfere bucoliche di Giarratana conduce alle meraviglie tardobarocche di Ragusa Ibla.

Resort Aruciméli, radici latine e stile barocco

Siete curiosi? Allora ascoltate. Da Giarratana a Ibla, il percorso ha un che di storico, non è solo naturalistico: una linea, dolce (come un tramonto sul mare) e sinuosa (come i Monti Iblei), tracciata lungo i secoli per raccontare dell’armonia tra l’uomo e questo lembo di terra siciliana. La cornice in cui Aruciméli Resort è incastonato, dal punto di vista ambientale e culturale, è un concentrato di bellezza “antica e sempre nuova”. A cominciare dal nome del borgo agricolo di Giarratana, che l’etimologia rimanda a “Cerretanum”, ossia querceto, dal latino cerrus, per via dei numerosi boschi di querce nei dintorni. Il paesino, dalle solide radici contadine, è un museo en plain air che si lascia scoprire semplicemente facendo un’escursione naturalistica nella Tenuta “Margi”, caratterizzata da numerosi siti archeologici della preistoria siciliana (come l’Ipogeo Castellucciano di Calaforno, dal grande interesse storico e antropologico) e del periodo greco-romano come la Villa Romana di Giarratana, con pregevoli mosaici risalenti al III secolo d.C., e il ritrovamento di alcune statue fa pensare che la villa appartenesse a un’importante famiglia nobiliare. Ma la cosa straordinaria è che proprio all’interno della tenuta si trovano i resti di una fattoria romana di epoca imperiale l’Officina Mellis Hybleus, dove si producevano e raccoglievano le eccellenze agricole destinate a Roma. Tra queste il famoso miele ibleo, cantato da Cicerone durante il suo servizio di Questore dell’Impero in Sicilia. Ed è proprio in riferimento a questo posto, e allo straordinario miele d’ape nera, che questa tenuta era conosciuta proprio con l’antica locuzione siciliana di “Aruciméli” (“dolce come il miele” ), tanto che “miele ibleo” è divenuto, per antonomasia, espressione poetica per indicare un “miele squisito”. D’altronde questa è terra che di miele profuma. Di miele e agrumi, timo e origano. Di sole e sale. Di bellezza.

Resort Aruciméli, turismo sostenibile in Sicilia

Prendersi una vacanza in uno degli appartamenti Aruciméli Resort significa esattamente questo: scandire il proprio tempo seguendo la meridiana della bellezza, della storia, della natura e dell’enogastronomia: ingredienti base per chi cerca un soggiorno in Sicilia fatto di relax, coccole, benessere e un turismo sostenibile. Il Resort Arucuméli è adagiato nella Valle del fiume Irminio, tra i costoni carsici e la tipica campagna iblea, ambiente ideale per chi cerca il contatto con la natura incontaminata, desidera fare escursioni e trekking (che noi stessi organizziamo) o gite in mountain bike nel territorio di Ragusa. Chi sceglie di fare turismo sostenibile in Sicilia è facile che si innamori dell’atmosfera fuori dal tempo di questa terra accogliente e generosa dove, nel giro di pochi chilometri, si susseguono le spiagge sabbiose dei litorali e lo spettacolo multicolore delle campagne dei monti Iblei, memoria di una civiltà contadina tanto importante quanto il patrimonio architettonico barocco delle città. Una passeggiata in bicicletta fra le “regie trazzere” che solcano questi campi e conducono alla diga di Santa Rosalia (un lago poi trasformato in bacino artificiale per scopi d’irrigazione, con esempi unici di flora e fauna) o lungo i percorsi naturalistici del fiume Irminio (alla scoperta di piante e verdure selvatiche) riuscirà a rendere indimenticabile la vostra vacanza in Sicilia. Gli amanti di storia e di arte sono, invece, invitati a perdersi nella meraviglia. Quella di Ragusa Ibla.

Con Aruciméli la vacanza è cultura in Sicilia

Ibla è il borgo antico e orientale della città di Ragusa, tutto raccolto su una collina, e ha il potere di cambiare colore: di giorno mostra le mille sfumature dall’oro all’ocra, al tramonto si “trucca” di rosa e arancio, la sera si fa presepe, con luci calde che si insinuano tra i vicoli, le piazze e i locali di ritrovo. Da lontano, ad attrarre i viaggiatori appassionati di arte e turismo culturale, è la Chiesa di Santa Maria dell’Itria col suo campanile blu e le maioliche a fiori, di chiara ispirazione arabeggiante. Una volta dentro il borgo, ville, palazzi nobiliari, portali, androni, giardini e chiese sono un inno allo stile di fine ‘600: basti pensare che qui si concentrano ben 14 dei 18 monumenti della città di Ragusa iscritti dall’Unesco nella lista dei Beni riconosciuti Patrimonio dell’Umanità. Uno di questi è sicuramente il Duomo di San Giorgio che si erge imponente alla fine di una scenografica scalinata, delimitata da una cancellata in ferro. La sua struttura porta la firma di Rosario Gagliardi archistar del Barocco siciliano che ha diretto gran parte della rinascita architettonica, dopo il terremoto del 1693 che rase al suolo molti centri del Val di Noto. Il Duomo è considerato il trionfo del barocco siciliano più puro e autentico, anche se è la Cattedrale di San Giovanni Battista, a Ragusa bassa, a ospitare l’omonimo patrono della città. Scendendo poi lungo Corso XXV Aprile è un susseguirsi di storie e racconti. Come quelli che ancora si sentono sussurrare nell’antico Circolo di Conversazione (dell’800, noto come “Circolu re cavaleri”, ossia un caffè dove i notabili della città amavano ritrovarsi, discutere, giocare a carte, fare politica e affari), o nelle sale di Palazzo Arezzo di Trefiletti (dove, se in tv avete visto il Commissario Montalbano, vi sembrerà di essere già stati), con i suoi salotti affrescati e i pavimenti di maiolica napoletana di fine ‘700, o nelle stanze del Palazzo Donnafugata, tra le quali potete scoprire uno dei teatri più piccoli d’Europa, il Teatro Donnafugata: minuscolo (100 posti a sedere) gioiellino dell’800, che offre ancora oggi un’interessante programmazione, sia di prosa sia di musica classica. Altre bellezze da non perdere: la Chiesa di Santa Maria delle Scale; Palazzo La Rocca, tipico edificio nobiliare del ‘700 sul lato destro del Duomo, oggi sede dell’Azienda del Turismo; la Chiesa Santissime Anime del Purgatorio, in quella che tutti qui chiamano piazza degli Archi, per via degli archi di un acquedotto che sormontava il quartiere; il Giardino Ibleo, ossia la signorile villa cittadina, realizzata a metà del 1800 su uno sperone di roccia che dà sulla vallata, ancora riccamente adornata con panchine, colonne e vasche ben scolpite.

Vicino ad Aruciméli i siti Unesco e mare cristallino

La nostra country house, grazie alla sua collocazione nel centro del territorio del sud-est, è a pochi minuti da altre città patrimonio Unesco, come: Noto, Modica, Scicli, Palazzolo, Caltagirone. Città come giardini di pietra che invitano a un’escursione nella cultura, nell’arte e nella bellezza, anche grazie alle visite guidate organizzate dal nostro concierge. Città da visitare con il naso all’insù per poter ammirare i ricami che gli scalpellini del ‘700, seguendo l’ordito degli architetti e dello stile tardo barocco, hanno imbastito su chiese, palazzi, balconi, scalinate. Modica, la città delle cento chiese, con due patroni (San Giorgio e San Pietro) e nota per il famoso cioccolato di antica tradizione azteca, è tappa obbligatoria per un’escursione culturale in provincia. Molto caratteristica è Modica Bassa dove a sorreggere i balconi dei palazzi nobiliari sono allegorici mascheroni, che fanno le boccacce ai turisti. A Scicli – caratterizzata da un paesaggio rupestre ricco di pareti calcaree, chiesette e cave – vi sembrerà di passeggiare insieme al Commissario Montalbano per le vie “basolate” che conducono a Palazzo Beneventano, uno dei massimi esempi dell’architettura del XVIII secolo, decorato da figure bizzarre, linguacciute e irriverenti che dicono molto su come i siciliani vivano con ironia la quotidianità della Storia. Il Castello di Donnafugata è una sontuosa dimora nobiliare in stile gotico, appartenuto alla famiglia Arezzo, oggi di proprietà del comune di Ragusa. Le sue dimensioni sono monumentali: 122 stanze (di cui solo una trentina visitabili) e un parco di 8 ettari che ne costituisce l’essenza, realizzato come un percorso metaforico in cui “perdersi e ritrovarsi”, tra le centinaia di piante che lo compongono, come un labirinto nelle pieghe del tempo e tra le meraviglie della natura.
Sono invece 1300 gli ettari della famosa area archeologica della Valle dei Templi, vicino a Agrigento (a due ore circa di macchina dal nostro resort): un tesoro che tutto il mondo desidera visitare, per gli imponenti templi dorici (nella Lista dell’Unesco dal 1997), riconosciuti universalmente come la più integra e maestosa testimonianza della grandezza della Magna Grecia, di cui l’antica Akragas era una fiorente colonia. Due esempi su tutti: il tempio della Concordia e quello dei Dioscuri, simbolo della città di Agrigento: capolavori architettonici che potete ammirare passeggiando tra gli ulivi vi regaleranno emozioni uniche, come accadde sul finire del ‘700, quando la Valle era una delle mete del Grand Tour dei giovani rampolli europei.

Infine Aruciméli Resort vi invita al mare. Una spiaggia al giorno, se vi va. Per andare a vedere, per esempio, a Porto Palo, dove Ionio e Adriatico si abbracciano. Oppure per un’escursione naturalistica e tutta green alla Riserva naturale di Vendicari, con la sua tonnara e i fenicotteri rosa trovano casa nei pantani per nidificare; a Cala Mosche, dall’acqua cristallina; fino al borgo di Marzamemi, con una piazzetta che vi darà l’idea di stare in Messico a fine Ottocento. Nel territorio di Ragusa al mare ci si arriva tramite le dune di Sampieri (dove una vecchia fornace domina l’orizzonte come una cattedrale laica); il passeggio di Donnalucata (dove solitamente il Commissario Montalbano riflette al fresco della sera), o le spiaggette di Punta Secca (altro borgo antico, dove Montalbano ha scelto di abitare).